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arte

VILLA MEDICI & TRINITA' MONTI

(angolo francese di Roma)


esterno di Villa Medici, foto ap 2007
Nella parte bassa sono spesso proposte mostre d'arte, dalle terrazze bel panorama su Roma


La cinquecentesca Villa Medici è un complesso architettonico situato sulla collina del Pincio nei pressi della chiesa di Trinità dei Monti.
Lo spazio in cui sorge la villa era occupato nell'antichità dagli Horti Luculliani e, secondo la tradizione, divenne possedimento di Messalina che fu uccisa proprio in questo luogo.
A causa della sua posizione periferica la località venne in seguito abbandonata per essere riportata in auge solo nel 1564, anno in cui il terreno venne acquistato dai nipoti del Cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano.
 


Villa Medici, giardini e fontana;  foto APT Roma
Nel normale percorso di visita oltre che ai giardini, alla loggia, alla gipsoteca si può accedere
 allo Studiolo di Ferdinando de' Medici e talora alla sala delle Tappezzerie delle Indie

La Villa fu costruita da Nanni di Baccio Bigio e da suo figlio Annibale Lippi tra il 1564 ed il 1574. Venne poi acquistata dal Cardinale Ferdinando dei Medici nel 1576 e, grazie all'intervento dell'architetto fiorentino Bartolomeo Ammanati, la Villa venne ampliata e modificata soprattutto nella parte interna che affaccia su grandi e meravigliosi giardini. Mentre la facciata esterna della Villa è semplice e sobria, quella interna è ricca e movimentata e risponde perfettamente allo stile caratteristico dei palazzi fiorentini.

Essa, in una sorta di grande museo all'aperto, è decorata -secondo il gusto dell'epoca- da dozzine di statue, rilievi e frammenti marmorei antichi riemersi dal terreno tra cui spiccano, per bellezza ed importanza, ghirlande marmoree provenienti dalla famosa Ara Pacis di Augusto (*). Il giardino della Villa richiama gli splendidi giardini botanici creati da Cosimo dei Medici a Firenze: presenta una vegetazione lussureggiante ricca di piante di pino, cipresso, querce e numerose piante rare.
Nei giardini sono presenti fontane e numerose sculture antiche.  Nel giardino della Villa romana ancora oggi è possibile ammirare una colossale statua raffigurante la Dea Roma ed anche una testa di Meleagro che, probabilmente, fu realizzata dallo scultore Skopas. Nello Studiolo di Ferdinando de' Medici, affrescato come in altri ambienti della villa da Jacopo Zucchi e bottega, si deve segnalare altresì la rappresentazione di una voliera con affreschi dedicati, tra gli altri animali, anche alla prima raffigurazione europea del tacchino.

Nel 1587 Ferdinando fu costretto ad abbandonare la Villa per recarsi a Firenze e, spogliatosi dell'abito cardinalizio per succedere a suo fratello Francesco I, divenne Gran Duca di Toscana. La Villa rimase di proprietà della famiglia Medici e divenne una delle residenze del Cardinale Alessandro dei Medici che, nel 1605, diventerà papa con il nome di Leone IX. Nel corso del XVII secolo la Villa venne abitata da Velasquez e sappiamo che, tra il 1630 e il 1633, la Villa accolse, in condizioni di arresto domiciliare a causa dei suoi pensieri "eretici", Galileo Galilei. Nel 1737 la linea dinastica dei Medici si estinse e così la Villa divenne proprietà della famiglia dei Lorena. Il granduca Pietro Leopoldo da Lorena, bramoso di radunare a Firenze tutte le collezioni medicee, fece trasferire nella città toscana gran parte delle opere artistiche presenti nella Villa che sono ancora oggi conservate presso la Galleria degli Uffizi, presso il Giardino di Boboli, Palazzo Pitti e il Museo archeologico.
Nel 1801 Napoleone acquistò la Villa dalla nobile famiglia fiorentina e, due anni dopo, fece trasferire qui la sede romana dell'Accademia Francese costituita a Parigi nel 1666 dal Re Sole Luigi XIV.


chiesa di Trinità dei Monti, foto ap 2007

La chiesa della Trinità dei Monti è collocata alla fine della nota scalinata di piazza di Spagna. Al fine di esaudire i desideri delle autorità francesi che commissionarono la chiesa, essa è stata realizzata in uno stile che risente vagamente dell'influsso gotico che, sicuramente, non è assai comune a Roma. Il doppio campanile all'esterno e, all'interno, l'arco divisorio ogivale nonchè‚ il soffitto a volte incrociate avvicinano lo stile di questa chiesa con quello delle grandi cattedrali gotiche francesi. Il disegno, a lungo ritenuto di Carlo Maderno, è stato recentemente attribuito anche a Giacomo Della Porta.
All'interno le cappelle sono state affrescate da artisti del calibro di Daniele da Volterra, Federico e Taddeo Zuccari.
scheda a cura di A.M (dir.ris.)


campanile Trinità Monti, foto ap 2007

(redazionale)
Sulla sinistra della chiesa si trova l'esteso Convento del Sacro Cuore (la scalinata di accesso è diversa da quella della chiesa). Inizialmente il "convento regio della Trinità dei Monti " fu voluto dai regnanti francesi anche per gli antichi rapporti con San Francesco di Paola, fondatore dell'Ordine dei Minimi. Ed infatti- fino all'epoca della Rivoluzione Francese- il convento fu gestito da tale ordine e per molto tempo ebbe anche illustri protagonisti (padre Mersenne matematico, padre Niceron astronomo, padre Maignan fisico, padre Plumier botanico e via discorrendo) .


chiostro del convento Trinità dei Monti, foto ap 2011
altra angolazione




particolare del chiostro, foto ap 2011

 


affresco in un angolo del chiostro del convento, foto ap 2011

Dopo un lunga parentesi conseguente ai nuovi assetti politici, nel 1828 l'intero complesso fu poi affidato alla religiose del Sacro Cuore. Nel citato periodo intermedio il convento fu utilizzato anche per ospitare gli artisti francesi che frequentavano l' Accademia di Francia a Roma. Fra i tanti può essere citato Jean-Auguste-Dominique Ingres (vincitore del Prix de Rome) nel suo primo soggiorno romano.

Nel convento sono notevoli: il chiostro con diverse lunette che ricordano episodi della vita di San Francesco di Paola e numerosi riquadri con ritratti dei Re di Francia, l'ampio refettorio ampiamente affrescato nel 1694 sotto la direzione di Andrea Pozzo (ciclo dedicato alle Nozze di Cana), diversi ambienti decorati anche con soggetti astronomici o religiosi (incluse due anamorfosi). Il convento è articolato in alcuni edifici. In quello più elevato si trova l'affresco (1765 circa) della Stanza delle Rovine di Charles-Louis Clérisseau. I giardini del complesso confinano con quelli di Villa Medici.

 


convento: particolare di uno studiolo, foto ap 2003


 

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