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in Tuscia


CANINO E LUCIANO BONAPARTE

 

Canino, in provincia di Viterbo, è un piccolo centro di origine etrusca (Vulci è poco distante) con un'economia prevalentemente agricola particolarmente incentrata nel settore oleario.

Nonostante sia un comune molto piccolo Canino ha comunque una storia molto interessante per via degli illustri personaggi che vi hanno abitato. All'inizio del XIV secolo il borgo e le campagne circostanti furono infatti affidati alla potente famiglia Farnese e proprio a Canino nacque nel febbraio 1468 uno dei suoi esponenti più illustri, ovvero Alessandro Farnese (papa Paolo III dal 1534 al 1549) a molti noto anche per un noto ritratto, ora a Capodimonte, che gli dedicò il Tiziano. Ovviamente la famiglia Farnese (a parte le fortificazioni di Ranuccio nel 1445) si impegnò ad arredare convenientemente la cittadina e di quel periodo sono rimasti infatti palazzi ed altri monumenti.

 

fontana farnesiana nel centro cittadino (XVI secolo)

Ma le vicende di Canino ebbero un ulteriore importante capitolo per fatti inizialmente avvenuti in luoghi molto lontani dalla Tuscia.

Intorno al 1803-1804 infatti Luciano Bonaparte (l'esponente intellettuale della famiglia Bonaparte, presidente dell'assemblea francese dei Cinquecento e protagonista del colpo di stato del Brumaio 1799) ebbe gravi dissidi con il fratello Napoleone e decise, ad un certo punto, di ritirarsi a Roma dove grazie anche allo zio (per parte di madre: cardinale Fesch) ebbe l'occasione di avere ospitalità e relazioni. Inizialmente Luciano Bonaparte si era stabilito a Roma e nella villa Tuscolana di Frascati ma poco dopo decise di acquistare dall'amministrazione pontificia diversi terreni nella zona di Canino e si stabilì quindi nella nuova tenuta. Tale tranquillità fu però presto interrotta dal fatto che il fratello Napoleone nel 1809 occupava lo Stato Pontificio. La riappacificazione con il fratello non fu però possibile e quindi Luciano tentò di raggiungere gli Stati Uniti. Bloccato dagli inglesi gli fu possibile tornare in Tuscia nel 1814 all'epoca dell'esilio di Napoleone all'isola d'Elba. Poco dopo questo ritorno il papa Pio VII lo nominava Principe di Canino, ma nel 1815 Luciano si recava in Francia per essere finalmente vicino al fratello nel periodo dei 100 giorni.


il castello di Vulci (della Badia)- ora sede del noto museo archeologico-
per un pò di tempo appartenne ai Bonaparte (vecchia foto)

Esaurita questa brevissima parentesi, Luciano Bonaparte tornò nella zona di Canino dalla quale si allontanava saltuariamente per raggiungere la costiera adriatica (si dice che fu uno dei precursori dei bagni di mare nella zona di Cattolica/Marignano). Salvo qualche raro intervento di contenuto ideale, il principe si dedicò prevalentemente alla famiglia, ad alcune sue attività nel settore del ferro, agli studi ed alle ricerche archeologiche. Proprio nei confini dei suoi terreni nel 1828 erano infatti state trovate le prime evidenze dell'importante centro etrusco di Vulci. Nella Collegiata di Canino, in una cappella gentilizia, sono sepolti Luciano Bonaparte (morto a Viterbo nel 1840) ed alcuni suoi familiari. Gli scavi dell'etrusca Vulci successivamente furono continuati prevalentemente dalla famiglia dei Principi di Torlonia. La scoperta della celebre tomba François risale al 1857 e gli affreschi staccati sono a Roma, Villa Albani-Torlonia.  La stessa famiglia Torlonia in precedenza (1814) aveva acquisito anche il palazzo Nunez di Roma dove Luciano Bonaparte aveva accumulato una grande collezione di opere d'arte. 



portale della chiesa di Santa Croce


Luciano Bonaparte, monumento a Canino

monumento cittadino a Luciano Bonaparte

la Collegiata

la cappella Bonaparte a Canino: in alto il monumento a Luciano, in basso sarcofago dedicato alla prima moglie e busto commemorativo di Carlo Bonaparte (padre di Luciano e Napoleone).

monumento funebre Luciano Bonaparte, Canino

 

angolo del quartiere vecchio ("le buche")


Nei pressi di Canino, oltre Vulci ecc. è ubicata la località di Castellardo, antico insediamento fortificato. Il comune di Canino include anche la frazione di Musignano (e Luciano fu principe anche di questa località). In quest'ultima zona rurale esiste ancora un vecchio castello che all'epoca era talora utilizzato dai Bonaparte.

famiglia imperiale sotto la protezione dei pontefici

per diverse circostanze alcuni dei Bonaparte, oltre a Luciano, trovarono alle fine ospitalità nei confini dello Stato Pontificio. Fra questi anche la madre di Napoleone e Luciano, ovvero Maria Letizia Ramolino che si trasferì a Roma all'epoca del primio esilio di Napoleone. Nella foto sopra la riproduzione della targa esposta all'esterno del palazzo Bonaparte di piazza Venezia dove la Ramolino morì nel febbraio 1836 poco prima di festeggiare il suo 86° compleanno. Paolina Bonaparte (Borghese) diversamente si allontanò da Roma e si sistemò a Torino. Figli, nipoti ecc. di Letizia si recavano comunque sovente a Roma.  Il Museo Napoleonico di Roma (piazza di Ponte Umberto) fra l'altro nacque grazie ad una donazione (1927) del conte Giuseppe Primoli, discendente del principe di Canino. Il conte era nato nel 1851 dal matrimonio di Giuseppe Primoli e di Carlotta Bonaparte.


 tutte le foto recenti di Canino sono di Luciano Br. (2008) dir. ris.

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