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archeologia nel Lazio

 

OSTIA ANTICA E SITI ARCHEOLOGICI DELLA ZONA

 

introduzione

siti attigui al decumano massimo

altre evidenze di Ostia Antica

il museo e gli altri siti della zona

Introduzione: a parte leggende e tradizioni non verificabili (fondazione da parte del re romano Anco Marzio) le più antiche evidenze archeologiche di Ostia Antica risalgono approssimativamente alla metà del IV secolo a.C.. E' comunque evidente che lo sviluppo della città (Ostium) fu collegato alla graduale crescita della potenza marittima di Roma. Un particolare sviluppo dell'abitato si verificò comunque dall'epoca dell'imperatore Augusto e continuò per diverso tempo. Nel 314  l'imperatore Costantino introdusse tuttavia dei provvedimenti amministrativi che privilegiarono il vicino Portus Augusti in buona parte costruito dall'imperatore Claudio. Da quel momento tale porto fu denominato Portus Romae ma tempo dopo, per via dei frequenti insabbiamenti, venne a sua volta soppiantato dal Porto di Traiano. La visita degli scavi dimostra facilmente che Ostia non era un centro modesto. In una fase del periodo imperiale si suppone una popolazione di circa 50.000 abitanti con caratteristiche anche cosmopolite. Importante era comunque il ruolo delle "corporazioni" dei diversi mestieri (nel piazzale attiguo al teatro, c'era una specie di borsa con una settantina di uffici che rappresentevano commercianti, spedizionieri, barcaioli ecc.).


via dell'antica città romana, foto © Richard Goodrich, Dreamstime


La dedadenza di questo splendido abitato iniziò con il maggior ruolo dei citati altri porti ed i primi cenni di abbandono si ebbero dall'anno 350 circa anche se Ostia rimase comunque frequentata e poi interessata alle vicende del Cristianesimo. Nonostante il centro fosse meno esposto agli attacchi dei barbari, la situazione non bella della città si aggravò nei decenni successivi e diversi edifici crollarono per incuria  o furono spogliati. Qualche elemento al riguardo risulta  anche da uno scritto di Procopio riferito al 540 circa. Le successive gravi difficoltà nelle navigazioni (indotte dai Saraceni in particolare nel IX secolo) complicarono la vita di tutti i centri costieri. Papa Gregorio IV  tentò di creare un nuovo abitato nelle vicinanze (Gregoriopoli) ma i risultati furono modesti. Quanto ancora esistente dell'antica Ostia rimase gradualmente insabbiato o soggetto ai saccheggi.

A parte qualche attività sporadica nell'ottocento a cura dello Stato Pontificio (epoca Pio IX) e poi del Regno d'Italia (principalmente a cura di Rodolfo Lanciani), le più importanti attività archeologiche ebbero praticamente inizio nel 1909. Particolare impegno, sotto il coordinamento di Guido Calza, ci fu però in preparazione dell'esposizione universale che era prevista a Roma.

Ai tempi odierni i turisti possono aggirarsi per un'ampia area archeologica che comprende le rovine di diversi tipi di edifici (domus, terme, templi, mitrei, insulae ecc.). L'asse principale è il Decumano Massimo che ha diverse traverse (giusto per citarne qualcuna : via dei molini, via del pomerio, cardine massimo, via della foce, cardo degli aurighi ecc.). Ai margini vi sono comunque altre zone comunque interessanti.


 

Il decumano massimo: è un'ampia strada lunga circa un chilometro e mezzo. Dopo aver attraversato la via delle Tombe, il decumano ha inizio dopo Porta Romana e prosegue fin poco dopo Porta Marina. In prossimità di questa strada sono ben numerosi i siti che meritano interesse. All'inizio dello stessa si possono vedere:  l'edificio con il mosaico del cane Monnus, un'area inizialmente destinata a magazzini e successivamente utilizzata anche per alcune terme (quelle dei Cisarii), poi botteghe, edifici diversi sia pubblici che privati ecc.. Il percorso è però abbastanza lungo e quindi ci limitiamo a riportare delle foto con  alcune note.


piazzale della Vittoria ed il decumano, foto © alpy 2010
la statua sullo sfondo di epoca domizianea è dedicata a Minerva Vittoria


mosaici terme dei Cisarii, foto © alpy 2010


particolare del mosaico nelle terme di Nettuno, foto © alpy 2010
i numerosi mosaici sono ammirabili da una terrazza

 


il teatro (abbondantemente restaurato), foto © alpy 2010

 


Ostia Antica, tempio e piazzale delle corporazioni, foto © alpy 2010
in questa zona erano gli uffici degli imprenditori anche di altri luoghi del Mediterraneo


 


il Capitolium dell'antica Ostia, foto ©  alpy 2010
si trattava del massimo tempio della città dedicato a Giove, Giunone e Minerva

 





caserma dei vigili, l'Augusteo che ora utilizzato per onorare gli imperatori - foto ©  alpy 2010
nell'ambito di tale caserma è visibile anche un piccolo sacello dedicato alla c.d. Fortuna Santa







lontano dal decumano

museo e siti limitrofi

la zona archeologica è ovviamente abbastanza ampia ed ogni tanto vengono alla luce nuovi reperti. Forse era più grande di Pompei. Vi lavorano spesso anche team di archeologi provenienti da importanti università di varie parti del mondo. Ultimamente sono stati fatti degli scavi interessanti nella zona verde (Parco dei Ravennati) non distante dall'adiacente castello di Giulio II. Talora si trovano invece nuovi reperti in contesti già noti (esempio presso la Domus dei Gorgoni) ma saltano fuori anche nuove tombe, piccoli mausolei ecc.

 

 

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