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arte nel Lazio

 

 

CHIESA ED ORATORIO DI SAN GIOVANNI DECOLLATO

 nel quartiere romano di Ripa

 


facciata della chiesa

 

La chiesa fu edificata, utilizzando anche gli spazi di un precedente luogo di culto, intorno al 1504 da un'Arciconfraternita di origine fiorentina che si preoccupava di assistere e confortare i condannati a morte.  E fra l'altro al monastero femminile è collegata la c.d. "camera storica" dove sono raccolti alcuni documenti relativi a tali antiche attività. L'Arciconfraternita per la sua missione poteva accedere alle carceri romane e spesso aveva degli spazi propri (le c.d. conforterie ). Sembra documentato che svolse il suo compito anche in occasione della condanna della famosa Beatrice Cenci (1599).

La visita del piccolo complesso è tuttavia consentita raramente.

Nella chiesa ci sono, oltre a stucchi e diversi dipinti, anche alcuni quadri del Pomarancio (Visitazione) e del Vasari (Decapitazione di San Giovanni Battista).



Negli ambienti del collegato oratorio ci sono invece alcuni affreschi fra i più significativi dell'arte manierista a Roma. E furono-in buona parte- realizzati da un gruppo di artisti che furono attivi a Roma quando stava per esaurirsi la lunga pausa conseguente al Sacco dei Lanzichenecchi (1527). Per la decorazione pittorica dell'oratorio, che iniziò all'epoca della visita dell'imperatore Carlo V (1536), si impegnarono -in modi autonomi ed in tempi differenti- Jacopino del Conte (fiorentino,1515-1598), Francesco Salviati (fiorentino, 1510-1563 ), Pirro Ligorio (napoletano, 1513-1583; futuro architetto a Tivoli-Villa d'Este ecc.), Battista Franco (veneziano, 1498-1561) ed altri.

Di Jacopino del Conte sono i dipinti murali: Annuncio a Zaccaria (1536), Predica del Battista (1538) e Battesimo di Gesù (1541). Sono invece riferibili al Salviati: la Visitazione (1538) e la successiva Nascita del Battista. A Pirro Ligorio è attribuita la "Danza di Salomè " (ma in tale pittura si intuisce che il Ligorio era meglio versato per l'architettura) ed infine è di mano di Battista Franco la "cattura del Battista "

 


il chiostro dell'oratorio -foto © F.L.



 


particolari nel chiostro (foto ingrandibili), foto © F.L

 

Parte della vicenda artistica "della compagnia della Misericordia dei Fiorentini di San Giovanni Dicollato " è un pò raccontata da Giorgio Vasari. Nella prima fase della vita di Francesco detto de' Salviati , dopo aver accennato al fatto che Jacopino del Conte aveva realizzato un primo affresco sulla storie di San Giovanni Battista, aggiunge che fu appunto chiamato Francesco de' Salviati per rappresentare un altro momento della medesima storia. Il Vasari al riguardo così dettaglia: "...la quale opera, che fu finita l'anno 1538, condusse in fresco di maniera, ch'ella è fra le più graziose e meglio intese pitture che Francesco facesse mai....onde non è maraviglia se tutta Roma ne restò ammirata..."

Nel frattempo Salviati ebbe altri incarichi ed il racconto del periodo successivo così continua: "...dopo essendogli allogato un altro lavoro nella già detta Compagnia della Misericordia, dopo aver fatto Iacopo del Conte la Predica et il Battesimo, nelle quali, se bene non aveva passato Francesco, si era comportato benissimo, e dove avevano fatto alcune altre cose Battista Franco viniziano e Pirro Ligorio, fece Francesco in questa parte, che è a punto a canto all'altra sua storia della Visitazione, la Natività di esso San Giovanni, la quale, se ben condusse ottimamente, ella nondimeno non fu pari alla prima..."


Francesco Salviati, affresco la Visitazione, da wikipedia
Alcuni critici confrontano questo dipinto con la Visitazione di Perin del Vaga (di 10 anni prima) in Trinità dei Monti-cappella Pucci

Sempre il Vasari nel raccontare -a parte- la vita di Battista Franco evidenzia altre circostanze e stronca l'artista veneziano: " ...quasi nei medesimi giorni, che fu l'anno 1538, avendo fatto Francesco Salviati una storia in fresco nella Compagnia della Misericordia, e dovendo dargli l'ultimo fine e mettere mano ad altre, che molti particolari farvi...ecc...ecc..perciò che (Battista Franco) adoperando amici e mezzi fece tanto che monsignor della Casa, veduto un suo disegno gliene allogò. Per che, messovi mano, vi fece a fresco San Giovanni fatto pigliare da Erode e mettere in prigione. Ma con tutto questa pittura fosse condotta con molta fatica, non fu a gran pezzo tenuta pari a quella del Salviati, per essere fatta con stento grandissimo e d'una maniera cruda e malinconica, che non aveva ordine nel componimento, nè in parte alcuna punto di quella grazia e vaghezza di colorito che aveva quella di Francesco..."


particolare di affresco (Predica del Battista) di Jacopino del Conte



Sull'impegno artistico di Francesco Salviati e la bella maniera si tenne ad inizio 1998 una bella mostra a Villa Medici (Accademia di Francia a Roma). In quell'occasione furono esposti circa 500 fra dipinti e fogli (alcuni di suoi collaboratori). Diversi di queste opere provenivano dal Louvre. Ed in quest'ultima sede la mostra fu riproposta qualche mese dopo. Aiutante del Salviati fu Giuseppe Porta che lavorò diverso tempo a Venezia.


 

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