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archeologia nel Lazio

 

 

la via Salaria e monumenti nel tratto romano
 

L'antica via Salaria prese questo nome perchè, all'epoca dei Sabini, il percorso era spesso utilizzato per il trasporto del sale che arrivava a Roma via Tevere ed era poi trasportato all'interno. Inizialmente la strada arrivava a Rieti (Reate) ma successivamente ci fu un prolungamento fino all'Adriatico. Ovviamente la Salaria, dopo Fidenae, interessava- direttamente od indirettamente- molte localitą della Sabina e fra queste Eretum, Trebula Mutuesca, la citata Reate, Aquae Cutiliae , Interocrium (ovvero Antrodoco), Vicus Badiae e Summata nei pressi di Accumoli, ecc.. Una stazione importante era quella detta "Mansio ad Novas" (Osteria Nuova) e sono prossime a questi luoghi la c.d. Grotta dei Massacci ed alcuni monumenti funebri (il notevole  reperto "Lex Familiae Silvani" è conservato presso il Museo Nazionale Romano).
Il lavoro degli antichi costruttori romani fu particolarmente impegnativo in zone impervie come ad esempio quelle delle Gole del Velino.


l'antica Porta Salaria nel parziale di un disegno di Giuseppe Vasi;
la porta era un accesso delle Mura Aureliane

L'antica Salaria fu facilmente spesso usata anche dall'imperatore Vespasiano che aveva una villa nei pressi di Acquae Cutiliae e dove morì nel giugno dell'anno 79. Non va poi dimenticato che dalla Porta Salaria  nel 410 entrarono a Roma i Visigoti di Alarico per il noto saccheggio.


evidenze del ponte romano sul Velino (Rieti) in una vecchia foto pubblicata da wikipedia

 

Scavi molto recenti in un'area archeologica nei pressi di Monterotondo (Tor Mancina, via Nomentum - Eretum) hanno fra l'altro evidenziato il basolato di una strada romana che congiungeva l'antica via Nomentana con la Salaria romana.

Come era d'uso in epoca romana,  ai margini della strada erano sovente ubicati strutture e monumenti funebri. Alcuni di questi sono i c.d. Torracci nei pressi di Poggio a Moiano (Ri)- Poi-alle pendici di Monte Calvo in Scandriglia-  era anche ubicata l'importante Villa dei Bruttii Praesentes (nove di queste statue sono ora al Glyptotek di Copenaghen, vedasi documentazione) . Ovviamente c'è molto di più avvicinandosi a Roma.

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mausolei e catacombe del tratto romano della Salaria


visione d'insieme del mausoleo di Lucio (Lucilio) Peto, con ingresso via Salaria 125b;  foto alpav 2010
Il mausoleo- molto ampio- risale alla fine del primo secolo; nell'alto medioevo il grande sepolcro fu usato da alcune comunità



dettaglio del monumento: epigrafe sepolcrale per M. Lucilius Paetus-foto alpav 2010

 


ingresso del mausoleo di Lucilio Peto e tombe diverse di epoche successive;
foto alpav 2010

 

 


copia del monumento a Sulpicio Massimo fra via Piave e piazza Fiume (Rm)
foto ap 2010; l'originale è presso il museo dell'ex Centrale Montemartini

 

 



 

Sul tratto romano della via Salaria non mancano alcune catacombe ed alcune sono decisamente interessanti come- ad esempio- quelle nei pressi di Villa Ada. E quasi tutte (quella di via Anapo ed altre ) sono gestite dalla Pontificia Commissione per l'Archeologia Sacra e sono visitabili con appositi permessi. Quelle pił note ed aperte al pubblico sono ovviamente quelle di Priscilla (con ingresso in via Salaria n. 430). Queste sono fra le pił ampie catacombe romane ed oltre a parte delle estese gallerie cimiteriali (in totale circa 13 km) i visitatori possono visitarvi alcuni ambienti affrescati (il cubicolo della Velata, la Cappella Greca ecc.). La struttura funeraria è articolata su tre livelli e nei primi secoli del Cristianesimo vi furono sepolti anche alcuni pontefici.


noto affresco nelle catacombe di Priscilla (scavate fra il secondo ed il quarto secolo)




 

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