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arte nel Lazio

 

PALAZZO SPADA E LA GALLERIA

 


particolare della facciata, lo stemma della famiglia Spada fra due virtù

 

Il palazzo fu costruito nel 1540 circa dal cardinale Girolamo Capodiferro che ha lasciato il suo nome solo alla piazzetta antistante, qualche tempo dopo l'edificio fu infatti acquistato dal cardinale Spada che nell'intento di rinnovarlo chiamò anche Francesco Borromini.

La facciata, il cortile interno ed altri ambienti furono però decorati fra il 1556 ed il 1560 con il frequente impiego di stucchi, statue e dipinti murali principalmente ad opera del piacentino Giulio Mazzoni (1525-1618) coadiuvato da seguaci di Daniele da Volterra. Il Mazzoni in passato aveva collaborato con lo stesso Daniele da Volterra e per l'occasione, a quanto pare, impiegò anche delle maestranze provenienti da Fontainebleau. Le decorazioni di un paio di sale (la galleria degli stucchi e quella dei quattro elementi) riprendono fra l'altro quelle di alcuni ambienti dell'elegante dimora dei sovrani francesi. Alcuni affreschi sono attribuiti alle botteghe di Girolamo Siciolante, Giulio Mazzoni ecc.. Quest'ultima bottega curò i dipinti della citata Galleria degli Stucchi.


Galleria degli Stucchi, foto amatoriale


Come è poi evidente pure dall'ingrandimento delle foto che seguono, le ricche decorazioni della facciata e del cortile interno sono dedicate a temi mitologici ed a personaggi della storia romana. Relativamente al periodo dell'antica Roma non va comunque dimenticato che nel palazzo è conservata una grande statua rinvenuta all'epoca e che potrebbe riferirsi a Pompeo Magno. Alcune idee decorative probabilmente riprendevano quelle di palazzo Branconio dell'Aquila progettato da Raffaello ma poi demolito nel 1660.

Da segnalare che negli ambienti del piano nobile (zona riservata al Consiglio di Stato) è conservata la grande statua di Pompeo Magno nei pressi della quale, secondo alcune tradizioni, sarebbe stato ucciso Giulio Cesare.


Opera peculiare di Palazzo Spada è comunque la Galleria Prospettica che il Borromini realizzò negli anni 1652-1653. E si tratta di una cosa ben particolare. Infatti l'architetto, nello spazio effettivo di circa 8 metri, riuscì a realizzare un ambiente che ai visitatori appare molto più profondo.

 

la facciata di Palazzo Spada e quelle del cortile, foto © alpav 2010

la galleria prospettica del Borromini, foto Anamorphosis, wikipedia


Già nel XVII secolo un'ala del palazzo fu destinata ad ospitare le opere d'arte accumulate prima da Bernardino Spada e poi da alcuni dei suoi successori. Fra le prime acquisizioni degli antichi collezionisti vanno citati alcuni quadri di Guido Reni e del Guercino. Altre numerose opere furono comunque aggiunte anche nel XVIII secolo ed i nomi importanti sono, alla fine, ben tanti (Artemisia Gentileschi, Jan Bruegel il Vecchio, Tiziano, Mattia Preti ecc.).
Il palazzo è di proprietà statale dal 1926 e la gestione della pinacoteca è da qualche tempo collegata a quella della Galleria Borghese. Infatti il Consiglio di Stato non utilizza tutto il fabbricato. A turisti ed appassionati va infine evidenziato che Palazzo Spada è poco distante da piazza Campo de' Fiori e da Palazzo Farnese.

 


 

 

 

 

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