archeologia nel LazioINTORNO AL PERCORSO DELL'APPIA ANTICA
FRA COLLI ALBANI, VELLETRI, POSTA DI MESA E TERRACINA
°°°
La penetrazione degli antichi romani nel Lazio meridionale fu molto graduale e secondo alcune tradizioni iniziò all'epoca dei re Tarquinii. Sugli eventi e le fasi iniziali di tale processo ci sono però alcuni dubbi. La strategia fu comunque più precisa quando i romani (intorno al 312 a.C.) decisero di costruire il primo tratto della via Appia che, all'epoca, collegò Roma con Capua.
Questo antico percorso, prima di arrivare a Terracina e quindi sulla costa, interessava diversi centri interni che erano entrati da tempo nell'orbita romana ma ne escludeva diversi altri. La parte iniziale dell'Appia fu costruita utilizzando il precedente tracciato della via Albana.
°°°
Antichi abitati coinvolti dal tracciato dell'Appia: dopo l'antica Bovillae (ora Frattocchie, nel comune di Marino) ed i Castra Albana, una stazione importante era ad Aricia (ora Ariccia) ma erano prossimi luoghi come Lanuvium (Lanuvio) e Velitrae (Velletri). Genzano è di formazione medievale ma in zona vi erano diverse ville romane che erano attigue all'antico tracciato dell'Appia. Il percorso più a sud proseguiva per Tres Tabernae (vicinanze attuale Cisterna), Tripontium, Forum Appii ubicati nei pressi di Latina.
Poi c'era il luogo che i romani chiamavano "ad medias " ovvero "ad medium " (i viaggiatori vi cambiavano i cavalli) dove in epoca pontificia fu poi costruito il grande casale di "Posta di Mesa" destinato dai papi sia a stazione postale sia a deposito di reperti archeologici. Infine, poco prima di arrivare a Terracina (°), la via Appia era interessata per circa 19 miglia da un canale paludoso (decennovium ) le cui acque sovente coprivano la strada. Su tale situazione c'è anche una memoria del poeta Orazio ma, a quanto risulta, non mancò- anche in epoca tarda- qualche intervento per tentare di rendere agevole il percorso. Proprio a Posta di Mesa una lapide ricorda che se ne interessò- fra il 507 ed il 511- anche Teodorico per il tramite di suoi collaboratori.
Come nel percorso più vicino a Roma, diversi monumenti funebri sono ai fianchi della regina viarum. Ad esempio a Mesa (Pontinia) c'è il Mausoleo di Clesippo proprio accanto al citato caseggiato costruito all'epoca di Pio VI (il link è relativo ad un acquarello della fine del XVIII di Carlo Labruzzi).
Similmente, anche prima di entrare a Terracina, vi sono diverse evidenze di sepolcri, ma per questi rinviamo ai collegamenti di seguito ed anche ai relativi filmati. Comunque l'ultimo tratto iniziava al termine del decennovium nel luogo dove sorgeva un santuario dedicato a Feronia.
la c.d. tomba degli Orazi e Curiazi ad Albano Laziale, era sul percorso dell'Appia Antica (foto alpav 2009)
Appia Antica- Velletri, foto Corrado Bisini, Castelli Romani tour
Genzano, alcuni resti della villa degli Antonini-foto Massimo Pesci
La villa era ubicata fra il XVIII e XIX miglio dell'Appia antica
Posta di Mesa, foto Nicola Cariello, cortesia Aequa
il luogo corrisponde ad una stazione intermedia dell'antica Appia
Gli antichi abitati laziali non coinvolti dal tracciato dell'Appia erano diversi. Alcuni non erano comunque distanti e fra questi vanno ricordati: Cora (Cori), Norba, Setia (Sezze), Privernum (Priverno) ed anche luoghi come, ad esempio, Ulubrae nella zona compresa fra Cisterna di Latina e Cori.
vestigia romane a Cori, foto Franco L.
Norba, foto enricoclimb/flickr
Villa Romana, nei pressi di Sezze, foto cortesia www.setino.it/
Altri abitati del Lazio meridionale erano invece prossimi al tracciato della via Latina che attraversava la Valle del Sacco, le zone di origine ernica e successivamente anche Aquino e Cassino per poi continuare nel Sannio. Diversamente la via Severiana partiva da Porto (vicino Fiumicino) ed interessava Ostia, Anzio ecc. per poi arrivare anch'essa a Terracina.
(°) l'ultimo tratto dell'Appia antica, prima dell'ingresso a Terracina, prevedeva il passaggio su un ponte ancora esistente ed il transito nella località Feronia. Ai margini di questa strada erano ubicati diversi monumenti funebri che in taluni casi sono stati distrutti (purtroppo anche in tempi recenti) e che in altri casi sono inclusi- in cattivo stato di conservazione- in proprietà private. Su questi argomenti rinviamo volentieri a tre documentati articoli di un blog locale.
altri collegamenti utili