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EVIDENZE ANTICHE E MEDIEVALI AL LATERANO

 Laterano e Porta Asinaria

il Patriarchio

il Sancta Sanctorum

il chiostro

Questa zona di Roma deve il suo nome agli antichissimi proprietari dell'area (ovvero la famiglia dei Laterani) che furono espropriati in epoca imperiale. Successivamente l'imperatore Costantino il Grande volle riservare questa parte di Roma ai pontefici romani che poco dopo vi stabilirono l'antica basilica e la prima residenza papale (patriarchio). Per una comprensione della zona va poi segnalato che nell'area attigua alla non lontana basilica di S.Croce in Gerusalemme sorgevano il Palazzo Sessoriano, l'Anfiteatro Castrense ed il Circo Variano. Alla fine del 2014 durante gli scavi per la costruzione di stazione della metropolitana è stata anche scoperta una grandissima cisterna.

Nei luoghi sottostanti la basilica di S.Giovanni ed il palazzo del Laterano sono state comunque rinvenute diverse testimonianze archeologiche relative alla fase più antica della zona. Fra ciò che è stato ritrovato vanno segnalati in particolare: i resti di un caseggiato del I secolo d.C. e le evidenze di una caserma dei cavalieri imperiali. Alcuni ambienti affrescati risalgono approssimativamente all'epoca dell'imperatore Adriano. Nei sotterranei del Battistero Laterano è invece ubicato quanto residua di un antico impianto termale.

sotterranei lateranensi, alcuni particolari ingrandibili, foto alpy © dir. ris 2011


particolare di affresco sotterraneo, foto © alpy

A pochissima distanza dalla Basilica del Laterano è poi possibile ammirare alcuni tratti delle mura aureliane e l'imponente Porta Asinaria. Quest'ultima era inizialmente una porta minore per l'accesso a Roma ma prese forme più imponenti all'epoca dell'imperatore Onorio (401-402).


porta Asinaria, foto alpav 2009

La Porta Asinaria con la creazione in epoca rinascimentale dell'attigua Porta S.Giovanni fu abbandonata e solo intorno al 1956 fu restaurata e leggermente rimaneggiata. Sono comunque ancora notevoli le alte torri cilindriche.


porta Asinaria con le sue torri, foto alpav 2009


il battistero del Laterano (San Giovanni in Fonte), risale al V secolo circa
Il primo impianto è di epoca costantiniana (foto Markus Mark, wikipedia)

antichi mosaici del battistero in Laterano (V -VII secolo), particolari ingrandibili- foto © alpy 2011


dettaglio di mosaico in lunetta-foto © ap

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Altro argomento è quello relativo all'antico Patriarchio ed alle primitive basiliche. Di questi edifici -che componevano l'antico insediamento papale in Laterano- ci sono ancora alcune visibili evidenze. E si tratta in particolare della cappella del Sancta Sanctorum successivamente sistemata con la Scala Santa, del Triclinio Leonino (abbondantemente restaurato (*) ) e di un affresco giottesco - rimasto nella basilica- che ritrae papa Bonifacio VIII in occasione del Giubileo del 1300. Non hanno invece subito grosse modifiche dall'epoca più antica: il Chiostro ed il Battistero sopra ricordato. Nel Patriarchio, oltre al papa, risiedevano diversi clerici di rango elevato e numerose altre persone di contorno. L'amministrazione di tale residenza era prevalentemente affidata ad un personaggio denominato " vice dominus ". Fra coloro che ricoprirono tale incarico la storia ne ricorda diversi: Ampliato, Anatolio, Sajulo, Teodoro e via discorrendo. Nel Patriarchio esistevano anche delle prigioni ed una di queste era chiamata "la ferrata ". Tutto il complesso, già danneggiato dal tempo e da alcune vicende, fu poi del tutto abbandonato nel periodo della c.d. "cattività avignonese".


 triclinio dell'antico Patriarchio (abbondantemente rimaneggiato), foto alpav 2009


Fra gli elementi antichi che invece furono collocati in un secondo tempo sono invece da citare: la porta bronzea della Basilica che in origine era posta nella sede del Senato Romano (Cura Iulia) e l'obelisco egizio che risale all'epoca dei faraoni Tutmosis III e IV (quindi XV secolo a.C. ) che l'imperatore Costanzo II aveva inizialmente collocato al Circo Massimo e che fu qui spostato nel 1588.



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Elemento rilevante del contesto descritto è comunque il Sancta Sanctorum alla Scala Santa. Si tratta infatti della cappella papale dell'antico Patriarchio (l'edificio del santuario fu creato successivamente). A parte le denominazioni correnti, il luogo è ufficialmente denominato: " San Lorenzo in Palatio ad Sancta Sanctorum ". In un certo periodo di tempo- proprio in questa cappella - il papa celebrava fra l'altro il tradizionale lavaggio dei piedi del Giovedì Santo. Altre cerimonie religiose erano collegate all'immagine del San Salvatore acheropita (ovvero non realizzata da mano umana) ancora conservata nella cappella.


l'edificio della Scala Santa addossato nel XVI secolo al Sancta Sanctorum (foto alpav)
nella parte alta- oltre al Sancta Sanctorum- vi è anche la Cappella di S.Lorenzo

Della storia più antica della cappella non si sa molto. Uno dei primi documenti attendibili al riguardo è dell'epoca di papa Stefano III (768-772) ed accenna al fatto che qui vi fu consacrato l'antipapa Costantino. Il Sancta Sanctorum comunque iniziò ad avere un certo ruolo con i papi Gregorio IV ed Innocenzo III. Successivamente, dopo il terremoto del 1277,  l'ambiente fu ristrutturato per volere di papa Niccolò III ed in questa fase si impegnò anche un certo Magister Cosmatus . Fino a quando i papi non preferirono la Cappella Sistina in Vaticano (dal 1483 circa) il luogo ebbe comunque particolare rilievo dal punto di vista liturgico (missae papalis , riti per le festività pasquali ecc. ). In alcuni ambienti sotterranei della Scala Santa sono visibili pochi resti dell'antico Patriarchio. Diversi oggetti preziosi e reliquie in tempi relativamente recenti erano stati trasferiti- nell'ambito della Biblioteca Vaticana-presso la cappella di San Pietro Martire (o di San Pio).


la cappella del Sancta Sanctorum, foto © Mirek Hejnicki-dreamstime
diversi parti dell'ambiente furono realizzate dai marmorari cosmati

 


dettaglio della decorazione, foto antmoose/ wikipedia
gli affreschi risalgono in genere al XIII secolo

 

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A parte quanto sopra descritto, conserva il suo aspetto medievale il bel chiostro annesso alla basilica laterana. Tale ambiente fu creato all'inizio del XIII secolo e, come risulta da un'iscrizione, vi lavorarono i marmorari della famiglia Vassalletto. A  parte la struttura e l'insieme, sono molto belle le colonnine binate talora decorate a mosaico. Al centro è posto un pozzo decorato. Alcune importanti opere che decoravano la vecchia basilica sono ora visibili fra i bei capitelli. Di seguito alcune foto ingrandibili (alpav 2005, dir.ris.)

il chiostro con i capitelli

evidenze del ciborio di Diodato

sculture di Arnolfo di Cambio


la bandiera vaticana e le evidenze di antico acquedotto
al confine della zona extraterritoriale, foto ap 2011

chiostro Laterano

(*) un paio di triclini facevano parte di alcuni grandi ambienti del Patriarchio che nel medioevo, ed in particolare all'epoca di papa Leone III, erano stati creati per riunioni o convivi. Dopo crollli e demolizioni comunque i pontefici vollero conservare, per il suo valore simbolico,  il triclinio rimasto.  Dopo diverse vicende nel XVIII secolo lo stesso fu spostato nell'attuale posizione ma lo stacco dei mosaici non riuscì e pertanto nel 1743 circa gli stessi furono abbondantemente rifatti a cura di Pier Leone Ghezzi ad imitazione di quelli antichi.  Alcuni frammenti del mosaico originario sono conservati nei Musei Vaticani. A fianco del mosaico, come anche evidente dalla foto, sono riportate le varie iscrizioni che i pontefici fecero apporre nel corso dei secoli.

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