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archeologia nel Lazio

 

ETRUSCHI NEL LAZIO

 

La zona che taluni studiosi denominano "Etruria meridionale", astraendo da alcuni luoghi del grossetano (*), interessa in gran parte la provincia di Viterbo ma che, con Veio, ha  un proseguimento fino alle porte di Roma. E si tratta di itinerari ben stimolanti per il turismo come pure suggeriscono sia la mostra che nella primavera 2010 è stata proposta in Florida (Seatrade Cruise Shipping Miami) sia l'esposizione romana del 2009 (metropoli etrusche del Lazio). Ovviamente le località più note sono Tarquinia e Cerveteri, ma è anche celebre la Tomba di François che nel 1857 fu scoperta a Vulci. Ma i luoghi di origine etrusca sono poi tanti e comunque non possono essere dimenticati siti come quelli di Volsinii, Ferento, Acquarossa, Gravisca, Tuscania, Luni sul Mignone, San Giovenale, Blera, Norchia, Castel d'Asso, alcuni luoghi dei Monti della Tolfa, Sutri, Pyrgi, Santa Marinella e via continuando. Perfino nella piccola località di Ischia di Castro (Vt) vi sono, oltre ad un museo archeologico, diverse evidenze fra le quali una tomba monumentale a semidado e la tomba della Biga.

E nel contesto va evidenziata anche la peculiare civiltà falisca di cui si hanno diverse evidenze a Civita Castellana (Falerii Veteres). Il territorio dei Falisci si estendeva anche ai centri di Narce e Nepete. I falisci erano ovviamente molto collegati agli etruschi.

 


 tomba Castel d'Asso (VT), foto © Cleggman- Dreamstime



 


necropoli Banditaccia a Cerveteri, foto Notafly-Wikipedia


Fra i ritrovamenti più importanti va riferito quello effettuato nel 1836- nella necropoli del Sorbo di Cerveteri- dal sacerdote Alessandro Regolini e dal generale Vincenzo Galassi. Questi signori dopo aver aperto delle tombe che erano state evidentemente già saccheggiate penetrarono in un ipogeo che comprendeva diversi ambienti. E vi trovarono parecchie cose (urne, vasi, oggetti di oreficeria, armi e via discorrendo) ma anche il sensazionale sepolcro di Larthia (probabilmente una donna di alto rango) intorno al quale erano sistemati -fra l'altro- numerosi gioielli ed in particolare un'eccezionale fibula. Per vedere tutti questi meravigliosi pezzi è comunque sufficiente recarsi in Vaticano presso il Museo Gregoriano Etrusco. Ben diverso è il caso dei famosi "dadi " da gioco rinvenuti a Tuscania dai fratelli Campanari, stanno ora a Parigi. E similmente per tanti altri reperti.


Tuscania, Ara del Tufo-foto © Jeff 64, dreamstime
altre zone archeologiche in zona sono le necropoli di Peschiera e della Madonna dell'Olivo

 


necropoli rupestre di Norchia ( tomba "dei Veie")-foto wikipedia (AlMare)
altre tombe significative della zona: la Ciarlanti, la Smurinas ecc

 

Argomento interessante è quello della dinamica della civiltà etrusca nel Lazio. Al riguardo alcuni hanno annotato che i rapporti via mare con i Greci e la potenza marittima degli etruschi misero praticamente in secondo piano la cultura di diverse antiche popolazioni dell'interno quali ad esempio i latini dei Colli Albani. Altresì ad un certo punto (forse all'inizio del VII secolo a.C.) grazie a queste inflluenze un pò orientalizzanti, le situazioni sociali e culturali iniziarono a modificarsi in diverse zone del Lazio: a Palestrina (**), a Roma ecc.. Ed in questo contesto, dopo Tarquinia e Vulci, l'etrusca Caere (***) assunse un particolare ruolo. Tutte queste tendenze ovviamente agevolarono e caratterizzarono la sequenza dei tre re tarquini di Roma (Tarquinio Prisco, Servio Tullio- probabilmente identificabile come Mastarna - ed infine Tarquinio il Superbo).

Relativamente al ruolo di Cerveteri nei mari risulta anche illuminante lo stesso titolo della mostra "gli etruschi ed il Mediterraneo -la città di Cerveteri " proposta presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 15/4 al 20/7/2014. Il coinvolgimento di tale centro ( Kaisraie per gli etruschi, Agylla per i greci, e Caere per i romani) fu infatti rilevantissimo nelle relazioni mediterranee.

 


Cerveteri-una delle tombe- foto Matteo V.



 


Tarquinia, affreschi Tomba Leopardi, foto da wikipedia (AlMare)


ingresso di Palazzo Vitelleschi a Tarquinia-foto ap 12
nel notevole museo etrusco oltre a ben numerosi reperti sono conservati i
 famosi cavalli alati ritrovati nel 1939 da Pietro Romanelli presso l' Ara della Regina e
sono anche ricostruite- con affreschi originali- 4 tombe (fra le quali quella del Triclinio)


 


parziale di uno dei più antichi studi su Cerveteri e gli etruschi
De Etruria Regali, scritto da Thomas Dempster fra il 1616 ed il 1619,
pubblicato a Firenze fra il 1720 ed il 1726
Fra gli studiosi non va comunque dimenticato Alessandro François che nel
1857 scoprì la nota tomba di Vulci che porta il suo nome


Lamine di Pyrgi

Museo Gregoriano Etrusco

Necropoli Cerveteri

Parco di Veio

Necropoli Tarquinia

Vulci, parco


patio di Villa Giulia a Roma (il museo nacque nel 1889 per iniziativa di Felice Barnabei)
Qualche decennio prima, per l'etruscologia, si impegnò anche un gruppo familiare come quello dei Campanari di Tuscania che nel 1837 promosse a Londra un'esposizione di reperti che ebbe un grandissimo successo.

Museo Villa Giulia

Lamine di Pyrgi

Necropoli Tuscania

siti archeologici viterbese

reperti Villa Giulia

Tomba dei Rilievi/Caere

(*) L'Etruria Campana in genere è classificata a parte; (**) circa gli influssi etruschi orientalizzanti a Palestrina i documenti più rilevanti sono quelli rinvenuti in alcune tombe del VII a.C. ( Barberini, Bernardini ecc); (***) parecchio dopo questa fase, quale ringraziamento per l'aiuto contro i Galli, gli abitanti di Caere furono i primi ad avere da Roma la "civitas sine suffragio";

 

 

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