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La Basilica dei Santi Cosma e Damiano e la Forma Urbis di Settimio Severo
 

via dei Fori Imperiali-Roma



ingresso della Basilica dei SS.Cosma e Damiano, foto alpav 2009


La chiesa- ai margini dell'area archeologica del Foro Romano- fu costruita nel VI secolo sulla parte meridionale  dell'ampio Tempio della Pace (detto anche Forum Pacis) che era stato costruito fra il 71 ed il 75 d.C. -e poi restaurato ai tempi di Settimio Severo- per commemorare la vittoria sugli ebrei. La struttura del tempio romano era abbastanza grande e per darne un'idea può essere ricordato che il basamento dell'esedra templare più a nord è individuabile dall'altra parte di via dei Fori imperiali nelle immediate vicinanze della medievale Torre dei Conti.  


parte edificio precedente (rimaneggiato anche con finestre)

La costruzione della chiesa, più precisamente, avvenne utilizzando anche alcuni dei muri che sostenevano le lastre della famosa Forma Urbis (ovvero la grande pianta di Roma incisa all'inizio del terzo secolo- nel periodo di Settimio Severo- presumibilmente per motivi catastali). Facilmente questo spazio del Tempio romano era utilizzato come biblioteca o simili.


frammento della Forma Urbis, foto da Wikipedia

Un migliaio di frammenti marmorei della mappa sono stati scoperti in questi ambienti già dal 1565 e costituiscono un'eccezionale - anche se parziale- documento sulla topografia della Roma imperiale. Diversi di questi pezzi andarano dispersi ma ciò che è rimasto ovvero copiato poco dopo la scoperta è ancora oggetto di complessi studi date le difficoltà di ricostruire l'intero mosaico. Si occuparono di questi ed altri documenti sia lo studioso G. Pietro Bellori che nel 1673 scrisse " Fragmenta vestigii veteris Romae ex lapidibus Farnesianis " sia Rodolfo Lanciani alla fine dell'ottocento. In tempi relativamente recenti anche la soprintendenza archeologica ha effettuato ulteriori scavi nelle zone attigue acquisendo nuovi pezzi del complesso mosaico topografico.

 

La costruzione della chiesa - resa possibile dalla donazione del 527 di Amalasunta e del padre Teodorico re degli Ostrogoti- coinvolse tuttavia anche quanto esisteva di un altro edificio confinante non del tutto precisato. Secondo una tradizione medievale si tratterebbe di un monumento dedicato al Divo Romolo ( figlio di Massenzio), ma potrebbe essere invece il Tempio di Giove Statore. L'illustrazione di una moneta coniata dal citato Massenzio fa ritenere che qui fosse ubicato anche il Tempio dei Penati e quindi la situazione è alla fine incerta. Comunque da questo ambiente, quale esso fosse, c'è un accesso-non frequentemente utilizzato- sull'area archeologica. E la porta in bronzo è quella originale.

 

Dopo i primi lavori di papa Felice IV, durante il pontificato di Sergio I (687-701) la chiesa venne arricchita di mosaici e decorazioni. Solo molto più tardi, all'inizio del XVII secolo, vi furono effettuati importanti restauri che portarono fra l'altro all'innalzamento del pavimento ed alla conseguente creazione della c.d "basilica inferiore" che fu poi restituita al suo originario aspetto d'epoca romana. Salvo una limitazione dello spazio, il mosaico dell'abside è quello originale. In esso i personaggi (Gesù Cristo, i santi Cosma, Damiano, Pietro, Paolo ecc.) sono disegnati secondo i canoni della statuaria romana ma complessivamente è evidente, come viene osservato, un'atmosfera di rarefatta sospensione rispettosa della divinità.

resti del Tempio della Pace

cortile e fontana

cortile ed affreschi

affreschi del cortile

accesso basilica inferiore

affreschi interni

c.d. tempio di Romolo

basilica inferiore

c.d. tempio di Romolo

tutte foto © alpav 2009/2010 dir.ris.

 


affreschi di varie epoche, in particolare del XVII secolo-foto alpav 2009

 

 


mosaici del VI secolo, ridotti dopo i restauri del XVII -foto © alpav 2009, dir.ris.

 

La chiesa- fin dalla fondazione- è dedicata a due medici martirizzati in Siria nel 303. Oltre a quanto fotografato, sono visibili diverse opere cosmatesche ed infine- in un ambiente collegato- è esposto un bel presepe napoletano del XVIII secolo.

 

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