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CELIO, ARCHEOLOGIA E STORIA

appunti per un itinerario archeologico

Lasciato alle spalle l'ospedale militare del Celio uno dei possibili  itinerari in direzione di Villa Celimontana e della Basilica dei SS.Giovanni e Paolo (nel cui sottosuolo si conserva uno splendido esempio di case romane).

Per questa breve passeggiata d'obbligo transitare sotto l'arco romano di Dolabella e Silano (*) e poi, fiancheggiando Villa Celimontana, proseguire per l'antica via Caelimontana -ora via di San Paolo della Croce- in direzione della citata antica basilica dei SS. Giovanni e Paolo


arco Dolabella ed acquedotto neroniano, foto Alpy 2007; foto altra angolazione


in direzione della Basilica dei SS.Giovanni e Paolo, foto Alpy 2007

Le visite della storica Villa, dell'antica chiesa romana e delle case romane costituiscono ovviamente parte essenziale di un programma . L'itinerario prosegue comunque fino al complesso delle cappelle di S.Gregorio Magno passando per lo storico clivio di Scauro (clivus scauri ) noto per i suoi archi medievali. Ai lati del clivio (a parte un recente ingresso alle "case romane) sono visibili resti di antiche costruzioni romane (una di queste la biblioteca di papa Agapito I ). Sul percorso anche una porta ed un'iscrizione in ricordo del cardinale Scipione Borghese che si impegnò nel recupero di alcuni ambienti del complesso di San Gregorio al Celio.


Clivio di Scauro, foto Alpy 2007; foto altra visuale;


evidenze biblioteca Agapito , foto alpy 2010


evidenza nell'ambito del complesso di S.Gregorio
foto alpy 2010

Le citate case romane -collegate per tradizione alle vicende dei martiri SS. Giovanni e Paolo- si articolano in circa venti ambienti ipogei talora affrescati sia con motivi classici (composizioni di fiori e frutta, uccelli ecc.) sia con riferimenti cristiani (molto interessante ad esempio la pittura dedicata all'Orante). Tali sotterranei ed un collegato antiquarium possono essere visitati tramite la Cooperativa Spazio Libero che cura le iniziative didattiche d'intesa con il Fondo edifici di Culto del Ministero degli Interni. Nella zona da qualche tempo- avendone la possibilità- si possono vedere anche le evidenze ed i sotterranei del Tempio del divo Claudio. Nella piazza antistante l'ospedale militare gran parte degli scavi stata invece ricoperta quasi del tutto dopo alcune indagini.

fontana Navicella, Santa Maria in Domnica
la fontana della Navicella davanti alla chiesa di Santa Maria in Domnica-foto alpav
secondo alcune ipotesi qui nell'antichità romana era ubicato un culto per la dea Iside

Altro itinerario al Celio poi in direzione della piazza (e della fontana) della Navicella, della chiesa di S. Maria in Domnica (con mosaico dell'epoca di Pasquale I) e della particolare chiesa di Santo Stefano Rotondo che oltre alla sua struttura ed alcuni affreschi vanta anche un mitreo rinvenuto con gli scavi degli anni 1973-1975.

(*) un'iscrizione sulla porta ricorda che la stessa fu costruita e collaudata dai due consoli intorno all'anno X d.C. . Nella parte superiore dell'arco sono visibili resti dell'acquedotto neroniano  In altre parti del Celio erano ubicate la  c.d. Basilica Hilariana ed il Tempio del Divo Claudio.  Nella stessa zona sono state rinvenute numerose tombe (a poca distanza - villa Wolkonski- anche il colombario di Tiberio Claudio Vitale ).

 


in altra parte del Celio è ubicato il convento dei SS. Quattro Coronati
particolare del chiostro, foto Rita D. 2009


particolare di un francobollo del 2013 per l'anniversario dell'Editto di Milano del 313
Nello stesso è riportato uno dei bellissimi affreschi medievali delll'Oratorio
di San Silvestro presso la Basilica dei Santi Quattro Coronati

 

Nota : nell'ambito dell'Ospedale Militare del Celio, nel 1889 fu scoperta  la c.d Basilica Hilariana. In base anche agli scavi effettuati anche fino al 1987,  si tratta di un edificio costruito  verso la met del II secolo d. C., formato da un cortile centrale porticato preceduto da un vestibolo e da altri piccoli ambienti.. Da un'iscrizione sulla base di una statua  si potuto dedurre che il costruttore della basilica un  tal Manius Publicius Hilarus, mercante di perle e seguace del culto di Cibele. Nel pavimento a mosaico presente nel vestibolo visibile  una rappresentazione contro la sfortuna costituita....

Nel III secolo, durante le ristrutturazioni che modificarono in parte la disposizione degli ambienti, fu costruito  un sacello destinato a custodire il pino sacro ad Attis (Arbor Sancta), il cui particolare culto attestato in questa zona dalle fonti antiche

 

San Gregorio al Celio, complesso ed evidenze


 

ricerche Roma e Lazio

 

 

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