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arte nel Lazio

 

 


ANTONIAZZO ROMANO NEL CASTELLO DI BRACCIANO

castello Odescalchi di Bracciano, foto alpav dir.ris.

 

Il Castello Odescalchi di Bracciano per architettura e imponenza Ŕ un importante esempio di palazzo baronale fortificato. Fu costruito tra il 1470 e il 1485 da Napoleone Orsini e il figlio gentil Virginio Orsini al vertice del colle di Bracciano, sito giÓ noto agli Etruschi prima e ai Romani poi, inglobando la preesistente torre del XI secolo appartenuta ai Prefetti Di Vico.

 

La decorazione dei soffitti lignei con elementi araldici della famiglia Orsini, si deve ad una prima fase decorativa che interessò il Castello nel 1491, quando Gentil Virginio Orsini commissiona il lavoro ad Antoniazzo Romano e alla sua turba di allievi.
Antoniazzo Romano, uno dei protagonisti della scuola romana del Rinascimento, nonostante fosse noto come il "Madonnaro " per il suo legame a committenze ecclesiastiche, presso il complesso di Bracciano assume soprattutto il ruolo di imprenditore accordandosi con il committente su fatti tecnici e logistici.

La lettera che il pittore indirizza a Gentil Virginio Orsini, datata 1░ gennaio 1491, è l'unico documento che fa riferimento ad opere ancora esistenti nel Castello di Bracciano: vengono citate pitture da eseguire in un arco del castello posto all'aperto e si richiede la predisposizione di alcuni ponteggi.

castello Odescalchi di Bracciano,corte d'onore

 

La prima citazione si deve collegare al grande dipinto che celebra episodi della vita di Gentil Virginio Orsini, attualmente applicato ad una tela e montato su telaio, in origine dipinto murale collocato su una parete esterna del castello sotto un arco del cortile. Rimosso nel 1964 dal restauratore Pigazzini cui era stato affidato il restauro dell'opera, si trova attualmente nella Sala dei Cesari.

Antoniazzo Romano, Bracciano

Il dipinto ricorda due momenti della vita di Gentil Virginio Orsini: la visita che il giovane Piero de' Medici, nipote dell'Orsini, fece e Bracciano nel 1487 in occasione del matrimonio della sorella Maddalena, e una trionfale cavalcata che Gentil Virginio fece a Bracciano a comando delle sue milizie nel 1489 dopo aver ricevuto la nomina a capitale generale delle truppe aragonesi da Ferdinando d'Aragona. Scene che si svolgono senza soluzioni di continuità in uno scenario montuoso che allude al territorio di Bracciano e dove ad un felice disegno compositivo non corrisponde una traduzione pittorica degna di lode.

La citazione dei ponteggi fa riferimento al fregio decorativo delle pareti della Sala di Isabella: nella fascia centrale, tra uno sviluppo di rami d'acanto, compare lo stemma Orsini; ai quattro angoli putti a guisa di telamoni sorreggono le testate delle travi maestre; il grande fregio, concluso in alto da un breve registro con foglie, palmette e stemma Orsini tra due orsi, è sorretto illusionisticamente da lacunari con mensole da cui pendono festoni di frutta tra cornici a dentelli e ovuli. Alcuni caratteri, vicini alla maniera di Antoniazzo Romano, fanno intendere che si tratti di un lavoro eseguito su cartoni del maestro dalla bottega di decoratori che lavorava a Roma al suo seguito.

nota a cura di Eleonora Luongo



 

camminamenti nel castello Odescalchi di Bracciano, foto ap

 

tutte le foto degli esterni del castello sono a cura di alpav 2013 dir.ris.




Antoniazzo Romano

 

 

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