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arte nel Lazio


 

FRANCESCO BORROMINI A ROMA
 


S.Ivo alla Sapienza, foto © Marco Poli -dreamstime

La Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza è considerata da molti una delle massime opere dell'architettura mondiale, ma Francesco Borromini (nato a Bissone nel 1599, morto a Roma nel 1667) pervenne a questa realizzazione dopo anni di esperienze e di serio impegno. Iniziò come "lavorante" in una bottega che collaborava al Duomo di Milano e come scalpellino salariato presso la Fabbrica di San Pietro. Più tardi la sua collaborazione ebbe rilievo per il Baldacchino in San Pietro.

Solo nell'anno 1634 gli fu offerto il primo lavoro autonomo: la costruzione del convento e  della chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane. In realtà si trattava di un lavoro complicato per via gli spazi molto ristretti  e neanche ben remunerato ( il comittente era il poverissimo ordine dei Trinitari scalzi). Particolarmente felice risultò comunque la realizzazione del lanternino della cupola. La facciata sarà però realizzata molto tempo dopo, alla vigilia della morte del grande architetto.

la cupola del Borromini in S.Carlo alle Quattro Fontane, foto alpy 2009

Mentre ultimava San Carlo, Borromini ebbe un altro incarico prestigioso: la costruzione dell'Oratorio dei Filippini inizialmente in collaborazione con l'architetto (Maruscelli) che rappresentava l'ordine fondato da S.Filippo Neri. Il tandem durò solo alcune settimane. Nel 1642 ebbe poi l'incarico per la Chiesa di S.Maria dei Sette Dolori e nel 1643 furono poste le fondamenta di S. Ivo alla Sapienza. Ed in quest'ultima costruzione Borromini dimostrò tutto il suo ingegno e le sue capacità suggestive. Quando i lavori furono finiti anche la colta regina Cristina di Svezia volle visitare la magnifica costruzione.

architettura del Borromini nella Cappella dei Magi, palazzo Propaganda Fide, foto alpy 2008



Dopo alcune committenze private, Borromini fu nominato architetto della Congregazione di Propaganda Fide e si impegnò in nuovi lavori nel fabbricato della stessa organizzazione nei pressi di Piazza Spagna. Eliminò presto la cappella che Bernini (all'epoca residente nella vicinissima via della Mercede praticamente all'ombra del borrominiano campanile di S.Andrea delle Fratte ) aveva costruito una dozzina di anni prima e gradualmente rifece sostanzialmente tutto l'isolato. In quel periodo lavorò anche a Palazzo Spada ed alla famosa galleria prospettica, quindi  all'atrio ed altre parti della Basilica di S.Giovanni (fu nominato sovrintendente " al riparamento ornamentale e fabrica di San Giovanni in Laterano" in occasione del Giubileo del 1650). Ma anche altrove. Ad esempio in alcuni ambienti di Palazzo Pamphilj a Piazza Navona, al restauro del piccolo oratorio di San Giovanni in Oleo ecc.. A Frascati si impegnò invece in Villa Falconieri.


galleria Palazzo Spada, foto wiki





oratorio di San Giovanni in Oleo, a Porta Latina-foto alpav 2013



S.Andrea Fratte

Relativamente al campanile di Santa Maria delle Fratte (sopra riprodotto), A. Chastel scriveva " ...il coronamento del campanile è trattato come un prezioso gioiello. L'effetto è condensato, nervoso, ma all'opposto dell'architettura berniniana, dove tutti gli elementi sono agilmente legati, questa indurisce e stacca le forme cesellandole con sottili margini di ombra e di luce, a mo' di arabesco..."

Successivamente per  tutti  lavori  commissionati si crearono però diversi problemi.  E ciò anche per l'avvicendarsi di papi ed altri notabili. Lavorò per un pò alla facciata di Sant'Agnese in Agone e poi anche per alcuni nobili.  Alla fine Borromini, depresso per tanti motivi, morì per i postumi conseguenti ad un tentativo di suicidio. Molti dei suoi disegni sono ancora conservati e diversi sono all'estero (esempio a Vienna, Albertina). All'inizio del 2000 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma molta documentazione fu visibile in occasione della grande mostra " Francesco Borromini e l'universo barocco ". A differenza di altri artisti del suo tempo, incluso il Bernini, Francesco fu unicamente architetto.

 

vedasi foto dell'arco di Borromini in palazzo Carpegna(ora Accademia S.Luca)

argomenti correlati: Bernini e suoi seguaci

 

 


progetto del Borromini per la chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori, conservato all'Accademia Albertina di Vienna
La realizzazione della chiesa in Trastevere fu poi incompleta (foto da wikimedia)


 



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