dintorni Roma
ALBANO LAZIALE
I REPERTI ARCHEOLOGICI, LA STORIA, IL BORGO
duomo di San Pancrazio, ove prima era un tempio di epoca costantiniana, foto alpav 2009La località che corrisponde all'attuale cittadina di Albano Laziale, come dimostrato da alcune evidenze scoperte (Montagnano, Colle Cappuccino, nei pressi dell'omonimo lago ecc.), fu frequentata già in tempi antichissimi. Intorno all'VIII secolo a.C. iniziarono a stabilirsi diversi nuclei più organizzati e, fra l'altro, furono creati un villaggio principale che è ricordato come Albalonga, un luogo di culto (Mons Albanus) e la sede politica (Lucus Ferentinae) che interessavano i diversi centri latini della zona. Dopo i conflitti dell'epoca e la penetrazione dei romani, furono costruite diverse ville patrizie che successivamente furono facilmente inglobate nella grandissima villa dell'imperatore Domiziano.
centro storico
centro storico e porta
ingresso villa pontificia
campanile San Pietro
foto alpav 2009- dir. ris
La concreta storia della cittadina di Albano iniziò tuttavia nel 202 d.C. quando l'imperatore romano Settimio Severo decise di stabilire in loco la II Legione Parthica che precedentemente era stata costituita per combattere i Parti ai confini orientali dell'impero. Questi legionari che avevano alcuni privilegi rispetto ad altri soldati furono autorizzati a sistemarsi con le loro famiglie e pertanto l'insediamento fu complessivamente notevole. Del "castrum" restano diverse evidenze e quelle più interessanti sono i Cisternoni, la Porta Pretoria e le Terme di Cellomaio. Quest'ultime, edificate per ordine dell'imperatore Caracalla, furono nei secoli inglobate in costruzioni successive ed alcune parti sono anche distinguibili sia osservando le diverse facciate ( 1 & 2 ) della chiesa di San Pietro sia visitando il museo della Legio Parthica.Le evidenze archeologiche del periodo romano sono comunque anche altre (resti della villa di Gneo Pompeo Magno, Anfiteatro, ruderi della villa ai Cavallacci, diversi interessanti sepolcri). Ai tempi del primo Cristianesimo risalgono comunque le catacombe di San Senatore ed il riutilizzo (Santa Maria della Rotonda) di un ninfeo della citata villa di Domiziano.
Alle catacombe di Albano furono probabilmente coinvolti anche dei legionari che si interessarono al Cristianesimo a cavallo fra i secoli III e IV. Vi erano sepolti diversi martiri ma le frequentazioni del luogo divennero abbastanze rare già nel VI secolo. Successivamente le stesse catacombe interessarono religiosi di rito greco-orientale ed a questi risalgono alcuni affreschi medievali. Abbandonate e pure dimenticate per alcuni secoli, le catacombe di San Senatore furono sostanzialmente riscoperte nel 1571. Pure il citato Ninfeo, trasformato nella chiesa di Santa Maria della Rotonda, nel medioevo fu utilizzato come convento da religiosi di rito bizantino e da questi deriverebbe il mosaico dedicato alla Madonna. La consacrazione in chiesa fu comunque successiva (nel 1060). Nella precedente epoca dei Castra Albana il ninfeo ebbe destinazione probabilmente pagana e poco dopo Costantino il grande semmai si interessò ad altri luoghi di culto nella stessa Albano.
Diversi reperti della storia antica della cittadina sono conservati nel bel museo di Villa Ferrajoli ed in quello, specializzato, della citata II Legione Parthica.
il museo archeologico sistemato presso la neoclassica villa Ferrajoli - foto alpav 2009
legionari nel recente museo della II Legio Parthica, foto alpav 2010
il museo è sistemato in ambienti che facevano parte delle terme di Cellomaio
Oltre ad alcuni reperti vi sono esposti diversi esempi di divise di legionari
Le vicende medievali furono simili a quelle di altri abitati attigui alla Roma dei pontefici. Per un pò di tempo ad Albano ebbero un ruolo importante i Savelli di Ariccia. Come accadde- un pò in tutta la zona - nel medioevo, per diversi motivi, ci fu sovente il riutilizzo di materiali romani ma difficilmente furono costruiti edifici rilevanti in stile cistercense o gotico. A parte il citato caso della chiesa di San Pietro, evidenze di strutture romane sono identificabili anche in altri edifici.
evidenze del castrum, piazzale chiesa di San Paolo/Santuario S.Gaspare del Bufalo, foto alpav 2010Oltre a S.Maria della Rotonda, chiese degne di nota sono: il Duomo (con facciata barocca) edificata su resti di una precedente basilica costruita all'epoca dell'imperatore Costantino, la citata chiesa di San Pietro Apostolo con un bel campanile romanico ed interessanti affreschi, la chiesa di S.Maria della Stella, quella di S.Francesco con il convento dei Cappuccini ecc.. Fra gli altri edifici sono invece da segnalare: Palazzo Savelli, Villa Doria Pamphilj ecc.
Fra gli episodi della storia meno antica vanno segnalati: alcune brevi occupazioni napoletane, gli scontri con i francesi all'epoca della Repubblica Romana ed infine il pesante bombardamento del febbraio 1944 che colpì anche la vicinissima Castel Gandolfo e le molte persone che vi si erano rifugiate.
In un contesto urbano piacevole sono ovviamente di sicuro interesse la gastronomia ed i celebri vini della zona. A parte gli appassionati del luogo e dell'archeologia sono numerosi coloro che vengono ad Albano per visitare il Santuario di S.Gaspare del Bufalo (1786-1837) aggregato alla chiesa di San Paolo.
uno dei cinque cisternoni della II Legio Parthica, foto alpav 2009 dir. ris.
La costruzione del grande impianto idraulico risalirebbe agli anni 200-202 d.C.
La superficie totale sarebbe di circa 1436 mq con una capienza molto elevata d'acqua
sepolcri romani, denominati secondo una tradizione "degli Orazi e Curiazi"; foto alpav 2009 dir.ris.
c.d. Orazi e Curiazi
catacombe San Senatore
catacombe San Senatore
sopra: la Porta Pretoria, visuali diverse (foto alpav 2009)
sopra: foto dell'anfiteatro di Albano, sempre di epoca severiana, che all'epoca conteneva fino a sedicimila persone
tutte le foto (incluse quelle ingrandibili) di alpav 2009- 2010 dir. ris
S.Maria della Rotonda, già ninfeo della Villa di Domiziano, foto alpav 2009 dir.ris.
mosaico ingresso
reperti nella chiesa
reperti nella chiesa
reperti nella chiesa
reperti nella chiesa
interno
foto alpav 2009- dir. ris