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Sabina e Cicolano

 

L'ABBAZIA DI FARFA

 


antica rappresentazione dell'abbazia, con due torri-foto ap 2012
la tradizione vuole però che l'abbazia sia rappresentata (vedi foto)
anche con due pini a fianco della stessa

L'Abbazia di Farfa annovera un fondatore ma anche un precursore. Infatti quando il savoiardo San Tommaso da Moriana-intorno all'anno 680- arrivō da queste parti (ovvero nei pressi del fiume Farfarus), c'era già stato il quasi leggendario San Lorenzo Siro che probabilmente si era insediato anche sui resti di edifici di epoca romana (*). Nel 705 comunque il monastero era in pieno sviluppo e si giovava del riconoscimento di papa Giovanni VII e dei nobili longobardi dell'area.

Quando (anno 800) l'imperatore Carlo Magno si fermò qui, il ruolo dell'abbazia era ben consolidato ed ulteriori importanti privilegi furono conseguenti alla protezione imperiale ed all'impegno di alcuni abati (fra i quali Sicardo). Nel precedente anno 775 infatti l'imperatore aveva già equiparato Farfa alle grandi abbazie imperiali del nord Europa.

Tuttavia dopo il declino del potere carolingio l'attacco dei saraceni fu disastroso: il monastero fu occupato ed i monaci si dispersero per alcuni anni.  Una parte della comunità rientrò qualche tempo dopo sotto la direzione di Ratfredo ma ci furono difficoltà finchè l'abate Ugo I non seppe rinvigorire le attività del monastero e dei borghi circostanti. In varie occasioni furono utili le milizie abbaziali che, come in altri contesti simili, erano state costituite anche a Farfa.

A quei tempi si affermava nel suo ruolo l'importante abbazia di Cluny in Borgogna ed inevitabilmente le influenze arrivarono anche a Farfa che comunque rimase sotto tutela imperiale fino all'epoca del concordato di Worms (1122). Anche dopo tali accordi ebbe tuttavia qualche posizione autonoma. Ad esempio proprio in questa abbazia il 4 ottobre 1159 fu consacrato Vittore IV (Ottaviano dei Crescenzi Ottaviani, antipapa, più tardi sostenuto dall'imperatore Federico Barbarossa). Nel XII secolo iniziò comunque un lentissimo processo di declino un pò per tutte le abbazie ed i monasteri. Comunque Farfa non fu affatto agevolata dalle successive decisioni papali (dal 1400 in poi) di nominare  "abati commendatari " estranei all'ambiente. Nel 1567 l'abate commendatario cardinale Alessandro Farnese decise comunque di sottoporre il monastero alla Congregazione Cassinese. Infine una curiositā: fino all'anno 1478 appartennero all'abbazia i terreni dove ora č ubicato il Senato della Repubblica. I luoghi furono poi utilizzati per ospitare i pellegrini francesi a Roma.


ingresso della basilica, foto ap 2012 ; la chiesa fu ricostruita per impegno del cardinale Orsini
l'affresco un pò scolorito della lunetta č attribuito a Cola dell'Amatrice


dettagli della chiesa -foto ap 2012 -dir ris

     

nella controfacciata (qui non riprodotta) della basilica è ubicato un grande affresco (Giudizio Universale) che fu realizzato intorno al 1561 da artisti fiamminghi. Gli affreschi di alcune cappelle laterali furono affidati ad Orazio Gentileschi che si avvalse di diversi aiuti. Altri affreschi sono stati recentemente attribuiti alla cerchia di Cesare Nebbia (altri sostengono invece la presenza di seguaci dei fratelli Zuccari).

 


una delle parti antiche dell'edificio abbaziale, foto alpav 2012
Alla base della torre campanaria sono stati rinvenuti degli affreschi medievali
Il monastero ha anche diversi chiostri abbondantemente restaurati



il borgo attiguo all'abbazia, foto ap 2012. Vedi  altra parte del borgo
in passato il borgo aveva ben altra estensione rispetto a quella attuale


settore storico della biblioteca annessa all'abbazia

molti manoscritti prodotti nell'abbazia furono dispersi in diversi luoghi in particolare dopo l'unità d'Italia. Un famoso cronista farfense fu Gregorio da Catino (1062-1133)

 


abbazia e borgo, ripresi a distanza
Il luogo è nel comune di Fara Sabina (RI)
E' annesso all'abbazia anche un museo e questo include
alcune interessanti installazioni di Emanuele Luzzati

 


 

(*) fra i reperti di epoca romana un bel sarcofago (decorato con scene di combattimenti fra Greci e Persiani) è visibile nella cripta. Altri due importanti sarcofagi sono invece finiti nel museo archeologico di Perugia (mito di Meleagro e scene di combattimenti fra Greci ed Amazzoni). Non era distante l'antica città sabina di Cures.

Perugia: sarcofago-Meleagro.jpg


nella bella stagione è possibile raggiungere l'abbazia in battello
 

 


 

Non lontano da Farfa è il piccolo borgo di Toffia che fu spesso nell'orbita dell'abbazia ma che fu anche al centro di contese con il Ducato di Spoleto. Il luogo nel medioevo era chiamato Tophiae  e vi era ubicato un castrum. Durante le incursioni dei saraceni l'antica chiesa di San Lorenzo (appena fuori dal centro originario) fu utilizzata dai vescovi della Sabina. Nella stessa sono visibili materiali di epoca romana e medievale.


vecchia foto del centro di Toffia e della chiesa di S.Maria Nova

 


mappa della zona intorno al 1050: Farfa, Toffia ed borgo attiguo al lago di Paterno
non erano distanti dai confini con il Ducato longobardo di Spoleto. Rieti all'epoca fu spesso
sede di gastaldato dipendente dalla corte di Spoleto (dal 1198 il ducato fu del tutto
assorbito dallo Stato Pontificio). Sembra pure che il limitrofo comune di Fara in Sabina prenda
 il suo nome da una parola longobarda (i longobardi veneravano comunque anche Santa Fara)
 

 


 

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